CRI CAMPANIA

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Ufficio Stampa

CROCE ROSSA ITALIANA
COMITATO REGIONALE CAMPANIA

REFERENTE REGIONALE PER LA COMUNICAZIONE


L'attività standard di ogni ufficio addetto alla comunicazione è quella di trasmettere all'esterno tutta una serie di informazioni che riguardano l'operosità dell'ente del quale esso è rappresentante. Ciò avviene attraverso la redazione di comunicati stampa da inviare a tutti i giornali e/o televisioni.
Per far ciò sono allo studio da tempo specifiche tecniche che garantiscono una più o meno ampia visibilità sui media.
Questo è il compito minimo di ogni ufficio addetto alla comunicazione che si rispetti.
Ma gli ambiti di operatività sono ben più ampi.
1) relazioni esterne: non è obbligatorio, ma un buon ufficio di addetto alla comunicazione deve sapere intraprendere iniziative per intrecciare rapporti ed eventuali collaborazioni con u.s. di altri enti sia privati che istituzionali.
2) operatività sul terreno:
essa implica
1. riprese con una telecamera con il doppio obbiettivo di: a) creare un dvd-ricordo dell'evento con interviste dei protagonisti, riprese delle attività ed illustrazione con commento con voce fuoricampo dei singoli avvenimenti ; b) pubblicare sul proprio sito le immagini significative della manifestazione;
2. riprese con macchina fotografica con le finalità di cui al punto 1);
3. specialisti in grado di montare le immagini (sia in movimento che singole diapositive cd "slide show") per confezionare dei dvd;
4. un periodico ed un sito internet CRI che pubblichi il frutto del lavoro dell'u.s.
3) motivazione sul campo: questo è l'aspetto meno evidente e più all'avanguardia dell'attività di un ufficio addetto alla comunicazione impegnato per un ente che come la CRI ha una fortissima propensione all'operatività sul campo. Le seguenti osservazioni nascono in parte dall'esperienza personale che da anni vado facendo ogni qual volta vengo chiamato ad operare in collaborazione delle componenti CRI che organizzano eventi, manifestazioni, attività addestrative e quant'altro, ed in parte dagli studi di settore che anche molte istituzioni moderne (es. prefettura, questura, carabinieri, wwf) svolgono con sempre maggiore attenzione (si pensi all'attività del Media Combat Team dell'esercito italiano): sapere che c'è la telecamera o la macchina fotografica, oppure che l'indomani ci sarà la possibilità di poter uscire sui giornali o che comunque i propri sforzi saranno "storicizzati" attraverso una pubblicazione quand'anche di "parte" come il sito cri o il periodico cri, rende gli operatori sul terreno più efficienti, più solidali, maggiormente disposti ad andare al massimo delle proprie potenzialità.


Il compito di "storicizzare" gli eventi

Non è da sottovalutare, inoltre, l'elevata funzione storica che è insita nell'attività dell' ufficio addetto alla comunicazione.
In tale direzione si sta provvedendo a creare presso la sede del Comitato Regionale Campano un archivio di immagini, foto ed articoli per mantenere memoria di tutta l'attività svolta. Un archivio che, pubblicato via internet, sarà consultabile da tutti gli iscritti.

Il senso di appartenenza ad un elite
Per svolgere le attività di informazione fin qui accennate vi è bisogno di: 1) uomini e donne preparate, 2) con uno spiccato intuito per la notizia 3) ed altamente disposti ad operare nel pieno spirito del volontariato.
Ora, per quanto concerne i primi due punti non c'è molto da fare: o si è in possesso delle doti elencate o non lo si è, ed in questo secondo caso non si può svolgere al meglio il lavoro testè riportato.
Sul terzo punto, invece, qualcosa si potrebbe fare: "motivare" gli uomini appartenenti all'ufficio addetto alla comunicazione, facendo affiorare in loro la certezza di appartenere ad una elite.
Parte della motivazione la si costruisce creando uno spirito di cameratismo attraverso incontri di approfondimento, briefing prima di ogni attività, possibilità di vivere in comunità ad esempio condividendo tenda e cibo.
Per quanto riguarda il concetto di "elite", invece, esso quasi sempre è associato, soprattutto in ambito militare, a piccoli gruppi ultra specializzati in grado di operare laddove analoghe formazioni tradizionali, per l'elevata pericolosità dell'impegno da affrontare e per le doti fisiche richieste, non potrebbero agire.
L' ufficio addetto alla comunicazione allora è un'elite. È richiesta una elevata preparazione culturale, la capacità di saper agire in squadra sacrificando la propria individualità a vantaggio del gruppo; bisogna riuscire a capire l'importanza di dare un informazione ma soprattutto saperla cogliere e divulgarla nel modo migliore tale che comporti un vantaggio di immagine e non uno svantaggio. Non è un mistero: come insegna Mc Luan sociologo della comunicazione "talvolta anche un'angolazione leggermente diversa della telecamera o della fotocamera può dare una visione, dell'evento che si riprende, distorta, non veritiera e quindi potenzialmente dannosa".
Stare sulla notizia e riuscire a trasmetterla con semplicità è un impegno che non tutti posso affrontare. Ma chi fa parte dell'u.s. ciò non può ignorarlo.

IL NOSTRO MOTTO

"Dovette, deve e dovrà informare sempre"


Il motto "dovette, deve e dovrà informare sempre" è mutuato da "La scienza nuova seconda" di Giambattista Vico.
Il "dovette, deve e dovrà" riassume tutta la teoria del geniale filosofo napoletano Giambattista Vico. In estrema sintesi il nostro autore, nel criticare il semplice apprendimento "tecnico e nozionistico", ritiene che per giungere alla vera conoscenza "è necessaria l'intuizione che nasce dallo spirito e dalla passione". In ciò anticipa di quasi due secoli la filosofia romantica (in special modo Hegel) ed i principi della psicoanalisi di Freud.
Adattando alla nostra attività il suo pensiero e sostituendo al "bisogno della conoscenza" punto di partenza della sua ricerca speculativa la "necessità di informare" (obbiettivo della ns attività), si possono mutuare ed adottare le sue parole "
dovette, deve e dovrà" rese più specifiche, ed adattate alla nostra esigenza, dall'aggiunta dell'inciso eloquente "informare sempre".


Referente Regionale per la Comunicazione
Avv. Francesco Cimmino


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